sabato, 31 dicembre 2005, ore 21:33

Un nuovo anno...

Cari visitatori,

questo l'ultimo articolo del 2005!!!

Vi auguro un felice 2006!!!!!!!!!!

BUON ANNO da HomerJay

Homerjay
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categoria : natura, tecnologia, animali, mondo, scienza, scoperte, record, borneo

sabato, 31 dicembre 2005, ore 10:24

Singhiozzo da Guinnes
Singhiozzando per una vita L’ incredibile primato di Charles Osborne: un singulto ogni due secondi per 68 anni. Poi il singulto passa e lui muore, a 97 anni.
DUBLINO (Irlanda) - Il Guinness dei primati - noto spin off di altrettanto noto birrificio irlandese - è il libro non religioso più venduto nel mondo, e la curiosità per l'incredibile è la chiave del suo successo. Oggi la BBC dedica un servizio fotografico alle stranezze a sfondo medico, dal tumore più grande del mondo (137 kg. per una multicisti ovarica) al più grande calcolo renale (pesante 350 grammi per una larghezza di 12 centimetri).
IL SINGHIOZZO DELLA VITA - Tra i protagonisti indiscussi dell'ultima edizione del libro c’è sicuramente lo statunitense Charles Osborne entrato a farvi parte per aver avuto il più lungo attacco di singhiozzo mai registrato. Al signor Osborne il singhiozzo arrivò un giorno del lontanissimo 1922, mentre, nella sua tenuta nello Iowa, sollevava un maiale per portarlo al macello. Il singulto continuò, dapprima con un ritmo folle (40 colpi al minuto) poi più lentamente (20 colpi) fino al 1990. Avete letto bene: 68 anni di sussulti, da quando era presidente Warren Hardy fino a Bush padre e all'invasione del Kuwait; da prima che inventassero la bomba atomica a dopo le firme dei trattati di non proliferazione nucleare tra Usa e Urss.
430 MILIONI DI SUSSULTI - In questo interminabile periodo di tempo, ritmato dagli spasmi di Osborne, si stima che il malcapitato abbia sussultato 430 milioni di volte. Non si sa - purtroppo - per quale motivo abbia smesso. Si sa solo che un anno dopo l'ultimo singhiozzo Osborne è morto, alla bella età di 97 anni. La cosa avrebbe dell'incredibile se non fosse per le rigide regole che determinano l'accettazione dei record e che non ammettono grossolani errori. [corriere.it]
Homerjay
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categoria : record

venerdì, 30 dicembre 2005, ore 09:48

2005: l'anno più caldo?
Il record è stato raggiunto nonostante l'assenza di El Niño 

Mentre il 2005 sta per concludersi, i climatologi come ogni anno ne confrontano le temperature con i record storici. E nonostante quest'anno sia stato fra i più caldi da quanto le temperature vengono misurate, piccole differenze nelle conclusioni mettono in luce l'incertezza di queste classifiche.
A seconda degli studi che si leggono, infatti, il 2005 terminerà appena sopra oppure appena sotto al 1998 come anno più caldo mai registrato. L'aspetto più significativo, secondo gli scienziati, è che alle temperature di quest'anno non ha contribuito un grande evento di El Niño. "In soli sette anni - spiega James Hansen del Goddard Institute for Space Studies della NASA - la temperatura globale è salita fino a un livello uguale a quella del picco durante El Niño degli anni 1997-98".
In quegli anni, El Niño portò nel Pacifico tropicale acqua insolitamente calda. Quest'anno non c'è stato un evento di quel tipo, ma molte altre regioni sono state considerevolmente calde, compreso l'Atlantico del Nord, dove si è formato un numero di cicloni tropicali senza precedenti.
Secondo Hansen, la NASA designerà probabilmente il 2005 come l'anno più caldo mai registrato. Un gruppo di ricercatori dell'Università dell'East Anglia di Norwich, in Gran Bretagna, ritiene invece che si piazzerà al secondo posto, dietro al 1998. E un rapporto preliminare del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) prevede un "photo finish" fra i due anni, con il 1998 avanti di pochissimo. Ovviamente la situazione definitiva si avrà soltanto nelle prossime settimane. [Lescienze.it]

 

 

Homerjay
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categoria : mondo, record

giovedì, 29 dicembre 2005, ore 10:39

L'Europa lancia Giove A
Molteplici gli effetti sui trasporti pubblici e sulle comunicazioni
 
Una nuova era per le comunicazioni satellitari europee si è aperta questa mattina alle 6.19 quando è partito il primo satellite del progetto Galileo che, una volta completato, darà all'Europa un proprio sistema di navigazione satellitare. Il primo satellite è stato chiamato Giove A, da "Galileo In-Orbit Validation Element", e insieme a un satellite-gemello, Giove B, serviranno per verificare in orbita la validità del progetto. Giove A è stato lanciato dal cosmodromo russo di Baikonur, in Kazakhstan per mezzo di un razzo Soyuz. Se dai due satelliti arriveranno indicazioni positive, entro il 2008 ne verranno lanciati altri quattro della serie che, una volta completata, sarà composta da 30 satelliti che voleranno a una quota di circa 23.222 chilometri. [repubblica.it]

Homerjay
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categoria : tecnologia, mondo, scienza

mercoledì, 28 dicembre 2005, ore 17:52

La complessità dell'albero della vita
L'albero genealogico del regno animale assomiglia sempre più a un grosso cespuglio

Due decenni fa, con l'avvento dei metodi per osservare le relazioni fra i differenti organismi attraverso l'analisi del DNA, gli scienziati erano convinti che sarebbe stata soltanto una questione di tempo prima che i vari alberi genealogici delle piante, degli animali e dei funghi venissero risolti con precisione genetica. Invece, anche se i metodi molecolari si sono rivelati preziosi nel fare ordine in alcuni rami dell'albero della vita - quello dei mammiferi, per esempio - e hanno svolto un ruolo fondamentale nel migliorare e correggere gli alberi costruiti con le tecniche più tradizionali, il quadro d'insieme continua a rimanere confuso.
In uno studio pubblicato sul numero del 23 dicembre della rivista "Science", alcuni scienziati ne hanno forse scoperto il motivo. Il gruppo di ricercatori dell'Università del Wisconsin di Madison guidati da Antonis Rokas suggerisce che sia difficile ricostruire le ramificazioni avvenute in un vasto periodo di tempo, in quanto le prime evoluzioni degli animali si sarebbero verificate "a grappoli".
Gli scienziati hanno usato enormi quantità di dati molecolari per generare un quadro più chiaro possibile dell'albero genealogico degli animali. "Invece di un albero - commenta Sean Carroll, uno degli autori - ci siamo ritrovati con un cespuglio dove molti rami spuntano insieme e molto vicini. Abbiamo provato a risolvere anche l'albero dei funghi e, in questo caso, abbiamo ottenuto risultati più soddisfacenti. La difficoltà nel determinare le relazioni fra gli animali è un indice della complessità della loro evoluzione".
Secondo Carroll, il problema sta nel fatto che la risoluzione dei rami che possono essere spuntati nel giro di pochi milioni di anni è sommersa dal contesto - molto più ampio - dei 500 milioni di anni di vita animale sulla Terra. "È difficile distinguere i singoli eventi, anche con grandi quantità di dati. Se fra 500 milioni di anni gli scienziati provassero a usare le tecniche molecolari per ricostruire la storia dei mammiferi, avrebbero le nostre stesse difficoltà perché gli eventi di ramificazione sono separati 'soltanto' da pochi milioni di anni". [lescienze.it]


 

Homerjay
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categoria : animali, scoperte

martedì, 27 dicembre 2005, ore 12:05

La Francia legalizza il peer-to-peer


PARIGI - La Francia tenta di legalizzare il fenomeno del peer-to-peer, il sistema che permette di scambiare file su internet. E lo fa approvando, sia pure di misura, un emendamento che prevede il pagamento di una piccola tassa per coprire i costi derivanti dalla perdita di diritti d'autore, grazie al quale il sistema di condivisione di file potrà essere utilizzato senza temere problemi legali. E' il primo segnale favorevole proveniente da un paese europeo verso il file-sharing sulla rete. Anche se il testo, dopo il sì dell'assemblea nazionale, dovrà passare al vaglio del Senato.L'emendamento autorizza lo scambio di files solo quando avviene per uso esclusivamente personale. Il testo prevede un piccolo aumento sui costi di connessione, valutato in 5 euro, per gli utenti che vogliono utilizzare il peer-to-peer per condividere qualunque tipo di contenuto digitale.Il ricavato della maggiorazione sui costi di connessione andrebbe a compensare le parziali perdite imposte agli autori e sarebbe ridistribuito tra gli artisti secondo i regolamenti in vigore. Il download di qualsiasi materiale protetto diverrebbe dunque lecito semplicemente al costo di una piccola tassa.Parecchie organizzazioni hanno reagito all'approvazione di questo emendamento esortando "il governo a non distruggere il sistema di finanziamento della creazione cinematografica e audiovisiva" e chiedendo allo Stato di trovare una soluzione per evitare "l'espropriazione dei diritti d'autore su internet".La norma è stata approvata in orario notturno alla presenza di soli 58 votanti su 577, circa il 10% dell'Assemblea. La legge dovrà ora sostenere l'esame del Senato dove si prevede un forte ostruzionismo. Nonostante l'incertezza sul suo futuro, la nuova norma si distingue per l'aver tracciato un importante precedente sull'argomento critico della gestione dei diritti d'autore all'interno del mondo digitale. [repubblica.it]


Homerjay
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categoria : tecnologia

lunedì, 26 dicembre 2005, ore 10:59

Le moto sono più inquinanti delle auto
Producono più idrocarburi e sostanze dannose

Le motociclette emettono collettivamente 16 volte più idrocarburi, 3 volte più monossido di carbonio e una quantità "sproporzionatamente alta" di altri inquinanti dell'aria per chilometro rispetto alle auto passeggeri. Lo sostiene uno studio svizzero di prossima pubblicazione sulla rivista "Environmental Science & Technology". La ricerca è stata condotta da Ana-Marija Vasic e Martin Weilenmann dei laboratori di scienza e tecnologia dei materiali EMPA.
Secondo lo studio, sono particolarmente preoccupanti gli alti livelli di idrocarburi emessi dai motori delle moto a due e a quattro tempi giapponesi, tedesche e italiane. Alcuni idrocarburi sono stati associati al riscaldamento globale, mentre altri sono sospettati di essere carcinogeni. Le moto - fanno notare gli autori - non costituiscono un mezzo di trasporto primario nella maggior parte dei paesi sviluppati, e di conseguenza "l'importanza delle loro emissioni è sempre stata sottostimata dai legislatori, dando così poche motivazioni ai fabbricanti di migliorare i sistemi di trattamento".
Negli Stati Uniti, per esempio, gli standard di emissione per le motociclette non venivano aggiornati da 25 anni, nonostante questi veicoli producessero più gas di scarico dannosi rispetto alle automobili. Ora, tuttavia, una nuova regola dell'Agenzia di Protezione Ambientale (EPA) che entrerà in vigore a gennaio obbligherà i fabbricanti a ridurre del 60 per cento le emissioni combinate di idrocarburi e ossidi di azoto. Quando la legge avrà pieno effetto, nel 2010, l'EPA stima che le emissioni di questi inquinanti saranno ridotte di circa 54.000 tonnellate l'anno. [lescienze.it]

 

Homerjay
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categoria : natura, scoperte

sabato, 24 dicembre 2005, ore 11:50

ESISTE BABBO NATALE?

 

 

Nessuna specie conosciuta di renna può volare. Ci sono pero' 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e, mentre la maggioranza di questi organismi è rappresentata da insetti e germi, questo
non esclude completamente l'esistenza di renne volanti, che solo Babbo Natale ha visto (e si dice usi).
Ci sono due miliardi di bambini (sotto i 18 anni) al mondo. Dato però che Babbo Natale non tratta con bambini Musulmani, Indù, Buddisti e Giudei, questo riduce il carico di lavoro al 15% del totale, cioè circa
378 milioni.
Con una media di 3,5 bambini per famiglia, si ha un totale di 98,1 milioni di locazioni.

Si può presumere che ci sia almeno un bambino buono per famiglia. Babbo Natale ha 31 ore lavorative, grazie ai fusi orari e alla rotazione della Terra, assumendo che viaggi da Est verso Ovest. Questo porta
ad un calcolo di 822,6 visite per secondo. Questo significa che, per ogni famiglia cristiana con almeno un bambino buono, Babbo Natale ha circa un millesimo di secondo per:

1.       trovare parcheggio (cosa questa semplice, dato che può parcheggiare sul tetto e non ha problemi di divieti di sosta);

2.       saltare giù dalla slitta;

3.       scendere dal camino;

4.       riempire le calze;

5.       distribuire il resto dei doni sotto l'albero di Natale;

6.       mangiare ciò che i bambini mettono a sua disposizione;

7.       risalire dal camino;

8.       saltare sulla slitta;

9.       decollare per la successiva destinazione.

Assumendo che le abitazioni siano distribuite uniformemente (che sappiamo essere falso, ma accettiamo per semplicità di calcolo), stiamo parlando di 1.248 Km per ogni fermata, per un viaggio totale di 120
milioni di Km.
Questo implica che la slitta di Babbo Natale viaggia a circa 1040 Km/sec, cioè a 3000 volte la velocità del suono. Per comparazione, la sonda spaziale Ulisse (la cosa più veloce creata dall'uomo) viaggia appena a 43,84 Km/sec.
Tuttavia, una renna media corre a circa 30 Km/h, mentre il carico della slitta aggiunge un altro
interessante elemento: assumendo che ogni bambino riceva una scatola media di Lego

(del peso di circa 1 Kg), la slitta porta circa 378.000 tonnellate di materiale, escludendo Babbo Natale (notoriamente sovrappeso). Sulla terra, una renna può esercitare una forza di trazione di circa 150 Kg. Anche assumendo che una "renna volante" possa trainare 10 volte tanto, non è possibile muovere
quella slitta con 8 o 9 renne, ma ne serviranno circa 214.000. Questo porta il peso, senza contare la slitta, a 575.620 tonnellate. Per comparazione, questo è circa 4 volte il peso della nave Queen Elizabeth II.
Sicuramente, 575.620 tonnellate che viaggiano alla velocità di 1040 Km/sec generano un'enorme resistenza da parte dell’atmosfera. Questa resistenza riscalderà le renne allo stesso modo di un’astronave che rientra nell'atmosfera. Il paio di renne di testa assorbirà 14,3 quintilioni di Joule per secondo. In breve si vaporizzerà quasi istantaneamente, esponendo il secondo paio di renne e creando assordanti onde d'urto (bang) soniche. L'intero team sarà vaporizzato entro 4,26 millesimi di secondo.

CONCLUSIONE: Babbo Natale, anche se c'era, ora non c'è più.

 

BUON NATALE!!!

 

Homerjay
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venerdì, 23 dicembre 2005, ore 10:43

L'Allarme Aviaria, rumore per nulla?

L'emergenza è finita. Anzi, in Italia non c'è mai stata. L'eccesso mediatico, quello, invece, sì ed ha portato, a detta dei medici veterinari, per intere settimane nelle case degli italiani ansie, attese pesanti, inutili paure.
Ora che l'influenza aviaria ha un impatto meno emotivo ma più razionale, per molti cittadini resta il vuoto informativo e tanti dubbi. Primo su tutti, il pericolo è scampato o dobbiamo temere qualcosa? Mauro Delogu del Dipartimento sanità pubblica veterinaria e patologia animale dell'Università di Bologna, tiene a puntualizzare l'aspetto epidemiologico: "Il problema è e resta forte in Asia, basti dire che nella sola Cina vengono allevati 14 miliardi di polli l'anno, il 70% dei quali vive libero. In Europa la vicenda finalmente si è ridimensionata, i controlli proseguono come sempre, da noi c'è stato un ulteriore potenziamento della rete di sorveglianza e un incremento della capacità di risposta all'emergenza".
Tutto tranquillo, dunque?
"Ad oggi", prosegue Delogu, "è stato rilevato un focolaio in Romania e nessun caso di trasmissione umana. Inoltre tra poche settimane inizieranno le migrazioni dei volatili verso il nord"
"La paura", sottolinea lo specialista, "c'è stata, anche se immotivata, ed è stata indotta da una concomitanza di fattori, non ultimo l'attesa da parte degli esperti di una pandemia che, a dare ascolto alle statistiche, arriverebbe ogni 30 anni.
Ci si aspettava pure la mutazione del virus H5N1, mutazione responsabile del salto di specie ovvero del passaggio del virus all'uomo". Una previsione errata. "La mutazione e il salto di specie non si sono verificati, ma va chiarito, comunque, che non è detto, non è prevedibile, quando eventualmente ci sarà o se, al contrario, non avverrà mai".
Dunque, tutta la la paura instaurataci dai giornalisti era infondata. Quindi tornate a mangiare polli!!! [repubblica.it]

Homerjay
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categoria : mondo, scoperte

giovedì, 22 dicembre 2005, ore 17:45

Il DNA di un mammuth estinto
Finalmente risolta la filogenia del mammuth lanoso 
 
Un gruppo di scienziati ha messo insieme gran parte dei pezzi del puzzle genetico del mammuth lanoso, vissuto durante l'epoca del Pleistocene e oggi estinto. Le 5000 "lettere" di DNA decodificate rappresentano il codice genetico dei suoi mitocondri, le strutture nelle cellule che generano energia.
Lo studio, pubblicato online sulla rivista "Nature", fornisce anche informazioni sull'albero genealogico degli elefanti e mostra, fra le altre cose, che il mammuth era imparentato più da vicino con l'elefante asiatico che con quello africano. I tre gruppi si sono divisi da un antenato comune circa sei milioni di anni fa, mentre gli elefanti asiatici e i mammuth si sono separati soltanto mezzo milione di anni più tardi.
"Abbiamo finalmente risolto la filogenia del mammuth, che era oggetto di controversie da parecchi anni", ha spiegato Michael Hofreiter del Max-Planck-Institut di antropologia evolutiva di Lipsia, in Germania, principale autore dello studio. I mammuth sono vissuti in Africa, in Europa, in Asia e nell'America del Nord fra 1,6 milioni e 10.000 anni fa. Il mammuth lanoso, Mammuthus primigenius, si era particolarmente adattato alle temperature estreme delle ere glaciali.
In passato gli scienziati avevano già analizzato il DNA di diversi mammiferi dell'era glaciale oggi estinti, ma mai con una tale quantità di dettagli. "Si tratta del più lungo frammento di DNA di una specie del Pleistocene mai codificato", ha affermato Hofreiter.
[lescienze.it]

Homerjay
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