Spie degli elettrodomestici
Stereo e tv in standby inquinano l’aria Ogni anno 800mila tonnellate di anidride carbonica nell’aria a causa delle spie luminose degli elettrodomestici in standby
LONDRA – Scagli la prima pietra chi non ha mai lasciato, ma proprio mai un elettrodomestico in standby; la spia (generalmente rossa) che ci ricorda che la nostra Tv e il nostro stereo sono in dormiveglia a tutto ci fa pensare, tranne che all’incremento dell’inquinamento globale. Ma non siamo soli su questo pianeta. L’oceano è fatto di tante piccole gocce e snocciolare qualche numero può darci un’idea di quanto una cattiva abitudine, apparentemente insignificante, ci possa costare in termini di salute, economici ed energetici.
DUE CENTRALI ELETTRICHE PER UNA LUCINA – Un calcolo volto a stimare l’impatto sull’ambiente delle spie degli elettrodomestici in standby è stato svolto nel Regno Unito per conto del locale Ministero per l’Ambiente, gli Alimenti e gli Affari Rurali (Defra), guidato dal laburista Elliot Morley. Lo studio è stato sollecitato da un’interrogazione parlamentare del deputato Norman Baker, responsabile degli affari ambientali del Partito Liberaldemocratico. Il risultato dello studio, specie se «tradotto» in esempi chiarificatori, fa riflettere. Ogni anno, i cittadini di Sua Maestà bruciano 7 miliardi di chilowattori di energia per alimentare le milioni di lucine colorate che vegliano sul sonno dei loro apparecchi elettrici. In termini meno tecnici, le spie luminose lasciate accese comportano l’immissione nell’aria di 800mila tonnellate annue di anidride carbonica (il gas responsabile dell’effetto serra): è come se ogni anno due intere centrali elettriche fossero deputate a produrre energia solo per il consumo degli elettrodomestici dormienti. E ancora: se tutti gli abitanti di Glasgow (più di 600mila) volassero a New York e tornassero a casa, gli aerei utilizzati per un tale maxi-esodo consumerebbero meno di quanto ogni anno viene sprecato per le sole spie luminose.
SPRECO GRATUITO – Specie oggi, in tempi di caro-greggio e «guerra del gas», sono dati che fanno gridare allo sperpero. In più, stiamo parlando di un consumo che costa in termini di inquinamento (e quindi di salute) pur essendo evitabile attraverso gesti insignificanti. Si tratta di un fenomeno che, in assenza di provvedimenti volti a limitarlo, potrebbe allargarsi, visto che ogni famiglia britannica dovrà dotarsi entro il 2010 di un ulteriore elettrodomestico, un decodificatore di segnali digitali necessario per guardare la Tv quando tutti i Paesi Ue diranno addio all’analogico. Peraltro, secondo un calcolo dell'Autorità per il Risparmio Energetico britannica, sono gli stereo e i videoregistratori, e non i televisori, i massimi consumatori di «energia da standby»: ad esempio, nel Regno Unito i primi comportano la produzione di un milione e 600mila tonnellate di CO2 annue, di fronte alle 480mila delle Tv. In Italia possiamo azzardare che i dati siano altrettanto allarmanti. L’Istat indica, ad esempio, in più di 16 milioni gli abbonati alla radio e alla televisione, il che vuol dire che gli apparecchi e le loro spie «sprecone» sono molti di più (senza contare quelli non censiti…).
«SPRECO BIZZARRO» - Norman Baker, ispiratore dell’inchiesta, ha dichiarato alla Bbc che «si può ritenere accettabile lasciare un elettrodomestico in standby giusto il tempo di farsi un tè, ma l’idea che alcuni apparecchi siano lasciati in standby per settimane mentre i loro proprietari sono in vacanza è semplicemente bizzarra». Baker suggerisce ai fabbricanti di elettrodomestici di dotarli di una funzione standby che duri solo per alcuni minuti, fatte salve quelle apparecchiature che devono sempre rimanere accese per ricevere aggiornamenti via satellite e via Internet. Secondo i produttori di elettrodomestici, sono i consumatori a chiedere che esista la funzione standby, e se questa dovesse essere bandita dal governo britannico o comunque da pochi stati sarà necessario creare prodotti per mercati ristretti, con conseguente aumento dei prezzi al consumo.
GOVERNI AL LAVORO – Nel corso del G8 svoltosi a luglio a Gleneagles (Scozia), i governi dei Paesi più industrializzati hanno firmato un accordo che prevede il bando dai loro mercati entro il 2010 di tutti gli elettrodomestici la cui funzione standby non rispetterà rigidi limiti di consumo energetico. E sebbene il risparmio in tal senso potrebbe quindi essere attuato in virtù di un ordine dall’alto, il problema non si porrebbe neanche se gli utenti di elettrodomestici (tutti noi, insomma) fossero un po’ meno pigri. Basta qualche piccolo, insignificante gesto (leggi il decalogo) per far qualcosa di incisivo per l’ambiente e persino per le nostre tasche. [corriere.it]
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Febbre e declino dell'antica Atene
Trovato il DNA batterico nella polpa dentaria di antichi scheletri
La peste di Atene: si è dibattuto a lungo su quale fosse realmente la malattia che devastò quello che all’epoca era il più importante centro culturale, politico e militare del mondo greco. Di sicuro rappresentò un fattore determinante nel declino del periodo di massimo fulgore della città: l’epidemia – che fece la sua prima comparsa in Etiopia, percorse l’Egitto e le coste libiche per appprodare infine in Grecia fra il 430 e il 426 a.C. – uccise infatti un terzo degli ateniesi, mietendo fra le sue vittime anche il grande Pericle.
Fino a oggi le ipotesi sull’identità dell’agente patogeno che cambiò il corso della storia potevano affidarsi unicamente alle descrizioni della malattia fatte da Tucidide, il quale pure si ammalò ma sopravvisse. Pur circostanziati, i suoi resoconti non sono mai stati sufficientemente precisi per consentire agli esperti l’identificazione della malattia, tant’è che a più riprese venne ipotizzato che si fosse trattato di peste bubbonica, vaiolo, carbonchio e perfino di una forma particolarmente virulenta di morbillo.
Per venire a capo della questione, Manolis Papagrigorakis dell’Università di Atene è andato a disseppellire alcuni resti dalle tombe dell’antico cimitero di Kerameikos, ad Atene, alla ricerca di materiale biologico che potesse fornire indizi sufficienti. Da alcuni denti appartenenti agli scheletri rinvenuti è infatti riuscito a estrarre resti di polpa dentaria contaminati da DNA batterico. Sfruttando la reazione a catena della polimerasi ha moltiplicato poi il materiale genetico disponibile, riuscendo a identificare il reponsabile di quella lontana catastrofe: si trattava di Salmonella enterica serovar Typhi, ossia il patogeno della febbre tifoide. Lo studio di Manolis Papagrigorakis è appena stato pubblicato sulla versione online dell’ International Journal of Infectious Diseases (IJID). [lescienze.it]

Scimpanzé, più uomo che gorilla
L'evoluzione molecolare delle due specie differisce solo del 3 per cento.
Gorilla, orangotango, scimpanzé e ovviamente uomo: ecco la famiglia delle grandi scimmie che abitano il pianeta. Gli studi sulle vicinanze genetiche delle diverse specie si sprecano, ma quest’ultimo risultato del Georgia Institute of Technology (Gatech) è destinato a sollevare qualche polemica, dal momento che afferma che non solo lo scimpanzé è il primate più vicino all’uomo ma è più vicino all’uomo di quanto non lo sia alle altre scimmie. Inoltre, nello studio pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” si afferma che gli essere umani si sono evoluti a una velocità minore rispetto alle altre scimmie.
“Per la prima volta – ha spiegato Soojin Yi, coautore dell'articolo – abbiamo dimostrato che la differenza nel tasso dell’evoluzione molecolare tra esseri umani e scimpanzé è molto limitata, ma significativa, e suggerisce che l’evoluzione dei tratti specifici dell’uomo moderno è molto recente”
All’apertura dell’albero filogenetico in diversi rami corrispondono differenziazioni in importanti tratti genetici. I ricercatori hanno notato, grazie a un’analisi genetica su ampia scala di circa 63 milioni di coppie di basi di DNA, che parallelamente a questa diversificazione anche il tasso di evoluzione molecolare – la rapidità di accumulo di variazioni genetiche – ha iniziato a divergere. Si è notato inoltre che l’evoluzione molecolare della specie umana è stata più lenta rispetto agli altri primati: dell’11 per cento rispetto al gorilla e del 3 per cento rispetto allo scimpanzé. Quest’ultimo dato viene interpretato come una vicinanza genetica molto importante.
“Questo studio - conclude Yi – suggerisce quasi una cambiamento tassonomico: esseri umani e scimpanzé potrebbero essere compresi nello stesso genere.” [lescienze.it]

Ibernazione, al via i primi test sugli uomini
L'annuncio del Massachusetts General Hospital di Boston. La tecnica s’ispira ai metodi usati nella chirurgia dei trapianti
Woody Allen in una scena del film «Il dormiglione», del 1973
NEW YORK - Ibernato nel 1973, all'età di 35 anni, il clarinettista e proprietario di un ristorante per vegetariani, Mike Monroe, si risveglia due secoli dopo in un mondo irriconoscibile governato da un leader tirannico. La trama del divertentissimo film di Woody Allen «Il dormiglione» presto potrebbe diventare realtà. Un'equipe di esperti del Massachusetts General Hospital di Boston ha annunciato che presto inizierà i primi test di ibernazione su esseri umani.
Fino ad oggi la tecnica è stata sperimentata su almeno 200 maiali con un tasso di successo del 90 per cento. Tutti gli animali sottoposti al trattamento non hanno evidenziato alcun tipo di reazione negativa. «Credo che tecnicamente possiamo riuscire a fare lo stesso anche sull'uomo», spiega sulla rivista scientifica New Scientist Hasan Alam, il chirurgo che guida l’equipe statunitense.
«Il nostro obiettivo è arrivare, un giorno, a operare pazienti in condizioni critiche, che hanno perso molto sangue e rischiano di morire, eseguendo l'intervento sul loro corpo ibernato». Riuscire a mantenere in stato di «animazione sospesa» un organismo vivente che ha subito gravi traumi (come lesioni da arma da fuoco o gravi emorragie toraciche) significa aumentare in maniera esponenziale le possibilità di intervento e le sue chance di essere salvato. Almeno nelle intenzioni dei suoi fautori, la tecnica rappresenta dunque una meta importante per la chirurgia, anche se nelle mani sbagliate potrebbe diventare lo strumento di pazzi, dittatori e miliardari a caccia di immortalità.
La tecnica di ibernazione usata dall'equipe di Boston s’ispira ai metodi usati con successo nella chirurgia dei trapianti, per preservare gli organi in attesa di impiantarli nel paziente che ne ha bisogno. I medici terrebbero il paziente in un limbo fisiologico, in bilico tra la vita e la morte, portando il suo organismo a bassissime temperature, per tutte le ore necessarie all'intervento. Ciò diminuirebbe il suo bisogno di ossigeno, perché tutti i processi metabolici si arrestano temporaneamente o rallentano al massimo, offrendo al chirurgo il tempo necessario per riparare le ferite. L’unico scoglio, secondo Alam, è di natura etica. “Bisognerebbe ottenere il previo consenso dei soggetti da ibernare”, spiega il professore, “Ma non puoi certo sederti a tavolino con un paziente in fin di vita”. Per ovviare al problema i ricercatori di Boston vogliono elaborare un documento medico-legale simile a quello adottato in molti paesi per la donazione degli organi. [corriere.it]
Gliomi cerebrali: uno studio britannico scagiona il cellulare
La ricerca è pubblicata online dal British Medical Journal
L’uso regolare di telefoni cellulari non è associato a un aumento del rischio di contrarre il tipo più comune di tumore cerebrale: è questa la conclusione del primo studio britannico in proposito, appena pubblicato sulla versione online del British Medical Journal (BMJ). Lo studio, durato quattro anni, è stato condotto dalle Università di Leeds, Nottingham e Manchester con la collaborazione dell’Istituto per la ricerca sul cancro di Londra.
Non è stata trovata alcuna correlazione con il periodo di inizio di uso del cellulare, né con il numero di chiamate o di ore passate al telefono, e neppure con l’uso in aree rurali, una correlazione che sembrava poter essere suggerita da una precedente indagine svedese.
In Gran Bretagna si presentano circa 4000 casi di tumori cerebrali all’anno, la gran parte dei quali è rappresentato da gliomi. Lo studio ha preso in esame 966 persone affette da glioma cerebrale e 1716 volontari sani come gruppo di controllo.
Un dato che ha reso difficile l’interpretazione dei risultati è stata la constatazione di un aumento di rischio relativo a tumori cerebrali che si sviluppano dallo stesso lato da cui si tiene abitualmente il cellulare, peraltro compensato da una corrispondente diminuzione del rischio per tumori dal lato opposto. L’interpretazione più plausibile secondo i ricercatori è che sia proprio lo sviluppo del tumore a indurre la persona a tenere il telefono da quello stesso lato; la questione è tuttavia ancora oggetto di studio. [lescienze.it]

Il ricatto dell'hacker
Hacker chiedono il pizzo al venditore di pixel Sotto attacco lo studente inglese diventato milionario con la vetrina virtuale che ospita logo e link di società a un dollaro a pixel.
LONDRA - Dopo il successo e i soldi, ora le minacce e la richiesta del pizzo per il giovane studente inglese diventato milionario con la creazione del sito milliondollarhomepage.com. L'ormai famosissima vetrina virtuale, dove le società possono esibire il loro logo e un link al loro sito al costo di un dollaro a pixel, è diventata il bersaglio preferito dei pirati della rete.
«PIZZO» ONLINE - Alex Tew, 21 anni, è balzato agli onori della cronaca nelle scorse settimane quando ha annunciato che il suo sito web ha incassato oltre un milione di dollari in meno di quattro mesi di vita. Un successo travolgente che gli ha guadagnato una fama mondiale. Ora però la troppa pubblicità che si è meritato rischia di rivoltarglisi contro. Le prime avvisaglie già la prima settimana di gennaio quando con una mail estorsiva un hacker pretendeva oltre 70mila euro per non bombardare il sito di virus. «Non ho risposto a nessuna di queste minacce - ha spiegato oggi Alex al sito della Bbc -, perché non volevo dar loro alcuna soddisfazione né tanto meno ho intenzione di pagare».
GLI ATTACCHI HACKER - Ma il suo coraggio non è stato premiato: da lì in avanti il sito è stato costantemente attaccato dai pirati della rete. Nel frattempo, sia l'Fbi che l'Unità Anti-Crimine Hi-Tech della contea di Wiltshire Constabulary sono state allertate. Le prime indagini avrebbero condotto gli inquirenti a qualche hacker residente in Russia. «Purtroppo non possiamo fare più di tanto», ha ammesso sconsolato lo studente inglese. [corriere.it]
Batterie al litio per le auto
I Sandia Laboratories puntano a essere i primi a realizzarne di veramente efficienti
Il gruppo di lavoro sulle fonti di energia dei Sandia National Laboratories – un’emanazione del Dipartimento per l’energia degli Stati Uniti – sta mettendo a punto una tecnica per ottenere batterie al litio in grado di erogare energia più a lungo e con minori problemi ambientali. Per giungere quanto prima a risultati applicabili su scala industriale è stato deciso, nel quadro del programma federale FreedomCAR, un finanziamento pluriennale del progetto pari a 1,5 milioni di dollari all’anno. Il programma FreedomCAR venne varato da Bush nel 2002, al fine di sviluppare veicoli a idrogeno, così da ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dalle forniture di petrolio estero.
Le batterie sono appunto un elemento essenziale sia per i veicoli ibridi che funzionano a elettricità e benzina sia, in prospettiva, per quelli ibridi elettrici e a idrogeno. Le batterie a ioni di litio hanno una densità di energia quattro volte superiore rispetto a quelle piombo-acido, e doppia o tripla rispetto a quelle nichel-cadmio o nichel-idruro metallico.
Uno dei punti su cui si concentrerà la ricerca è quello di conciliare le qualità di queste batterie con la garanzia di affidabilità a lungo termine e con la riduzione dei costi di produzione, due obiettivi che i dirigenti dei Sandia Laboratories si dicono certi di poter raggiungere prima di ogni altro concorrente. [lescienze.it]

Nati d'inverno: più belli e più intelligenti.
Bambini nati d'inverno più belli e intelligenti È il risultato di una ricerca condotta dalla prestigiosa università statunitense di Harvard su un campione di 21.000 soggetti.
BOSTON - Quante volte i bambini nati nei mesi invernali hanno invidiato la fortuna dei loro coetanei nati in estate che potevano festeggiare il proprio compleanno tra il sole e il mare. Ma secondo la scienza i veri fortunati sono i primi. Secondo una ricerca condotta dalla prestigiosa università statunitense di Harvard le persone nate in inverno hanno maggiori possibilità di essere sane, belle e di avere una vita piena di successi. Lo studio è stato condotto su un campione di 21.000 bambini ed è stato pubblicato questa settimana sulla rivista scientifica Schizophrenia Research.
BELLI E SANI - Gli psichiatri e gli antropologi di Harvard, coadiuvati da esperti dell'università del Queensland, hanno effettuato diversi test su bambini di diversa età e precisamente su neonati, bambini di otto mesi, di quattro e sette anni. I bambini nati in inverno già alla nascita risultano più alti, più robusti e hanno la circonferenza della testa più grande. Nelle prove di intelligenti superano largamente i coetanei nati in estate. Lo studio afferma che «Il responso globale è che chi nasce in inverno è più forte fisicamente e più sveglio da un punto di vista intellettivo».
DIFFERENZA - Secondo gli esperti queste differenze sono causate dai cambiamenti dietetici adottati dalle mamme incinta di mese in mese e dalla presenza di diverse infezioni stagionali. «Una madre che dà alla luce un bambino in primavera vive l'ultima fase di gravidanza in inverno, periodo in cui mangia poche vitamine - sostiene Gabriele Doblhammer, uno degli scienziati che ha condotto la ricerca -. Quando finisce di allattare il bambino e lo comincia a nutrire con cibo normale, sono arrivate le calde settimane estive nelle quali aumentano i rischi di contrarre infezioni al sistema digestivo».
LONGEVITA' - Già in passato sono stati condotti studi sullo stesso tema. Nel 2002 il famoso istituto demografico tedesco «Max Planck» presentò una ricerca secondo la quale «i nati in autunno sono più longevi e corrono meno rischi di ammalarsi in tarda età». Ma i nati in estate non si devono abbattere. Secondo lo stesso studio che condanna la maggior parte delle loro qualità, essi si rifanno se confrontiamo gli stati d'animo: i nati in inverno risultano pessimisti e si lagnano di più mentre chi è nato nelle stagioni calde è più vivo e ottimista. [corriere.it]
Maiale fosforescente!!!
Se ne sentiva la mancanza: adesso l’umanità ha tre nuovi maiali che si illuminano al buio. Lo annunciano gli scienziati di Taiwan spiegando che anche gli organi interni degli animali hanno questa caratteristica. Il pasticcio transgenico è stato creato mischiando del materiale genetico delle meduse al Dna dei maiali. I tre porcellini non sono i primi al mondo, in passato ne erano stati ingegnerizzati altri, ma pare che questi siano “meglio”. Il fine ultimo di queste bizzarre (per la stampa) e umilianti (per gli animali che nascono colorati) sperimentazioni è quello di condurre degli studi per sconfiggere particolari malattie umane. Non se ne può proprio fare a meno? [ecoblog.it]
